L’icona della Civita
«Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli» (Gal 4,4-5).
L’antica Icona della Madonna della Civita è il cuore spirituale del Santuario ed è venerata da secoli da fedeli e pellegrini che salgono su questo monte per affidarsi alla materna protezione di Maria.
L’immagine appartiene alla grande tradizione delle raffigurazioni della Vergine con il Bambino diffuse dopo il Concilio di Efeso (431), quando la Chiesa proclamò Maria Madre di Dio. Questa tipologia iconografica, chiamata Odigitria – cioè «Colei che indica la Via» – presenta Maria mentre indica il Figlio e lo offre al mondo come fonte di salvezza.
L’Icona raffigura la Vergine che tiene tra le braccia il Bambino Gesù. Il volto di Maria, dolce e materno, e il suo sguardo profondo e contemplativo invitano alla preghiera e conducono il fedele all’incontro con Cristo. Il Bambino, con la mano sinistra, sostiene la croce appoggiata sul globo terracqueo, segno della sua signoria sul mondo e dell’opera della redenzione; con la mano destra impartisce la benedizione. Maria, la «benedetta fra tutte le donne», accoglie e riflette la gloria del Figlio, guidando i credenti verso di Lui.
Secondo un’antica tradizione, il dipinto sarebbe attribuito all’evangelista Luca. Alla base dell’immagine erano impresse le lettere L.M.P., interpretate come Lucas Me Pinxit – «Luca mi dipinse». Alcuni studiosi collocano l’origine dell’Icona tra l’VIII e il IX secolo, nel tempo delle persecuzioni iconoclaste, quando molte immagini sacre furono distrutte o nascoste per salvarle. Proprio in quel periodo, secondo la tradizione, l’Icona sarebbe stata portata in salvo da alcuni monaci e giunta sul Monte Civita, dove da secoli è segno della presenza materna di Maria e meta di preghiera per il popolo cristiano.