Tra storia e tradizione

Origini e tradizione

L’origine del Santuario della Madonna della Civita è legata ad una tradizione antica tramandata nei secoli.

Secondo il racconto popolare, durante le persecuzioni iconoclaste promosse dall’imperatore bizantino Leone III Isaurico nell’VIII secolo, due monaci basiliani furono sorpresi dai soldati mentre custodivano un dipinto della Madonna su tavola di legno. I soldati li rinchiusero in una cassa insieme all’immagine e la gettarono in mare dicendo: «Se davvero è miracolosa, vi salverà».

Dopo cinquantaquattro giorni la cassa approdò prima sulle coste di Messina e poi a Gaeta. Qui l’immagine fu esposta alla venerazione dei fedeli, ma scomparve poco tempo dopo.

Secondo la tradizione, il quadro fu ritrovato sul Monte Civita, presso Itri, da un pastore sordo e muto che stava cercando una bestia smarrita. Nel momento in cui vide l’immagine su un leccio, riacquistò l’udito e la parola e corse in paese ad annunciare il prodigio.

Il quadro fu quindi affidato ai monaci benedettini del monastero di San Giovanni in Figline, situato a poca distanza dal monte.

Secondo una ricostruzione storica più probabile, l’icona – di chiara origine orientale – fu portata in Italia da monaci basiliani fuggiti dall’Oriente durante le persecuzioni iconoclaste e successivamente collocata in un eremitaggio sul monte Civita.

Storia del Santuario

Le prime testimonianze documentate del santuario risalgono al 1147, quando un notaio di Itri e sua moglie donarono alcuni beni all’abate Riccardo per il restauro della Cappella della Madonna della Civita.

Nel 1491 il santuario assunse una nuova forma per accogliere i numerosi pellegrini. La nuova chiesa  fu consacrata il 20 giugno 1491 dal vescovo di Gaeta Mons. Francesco Patrizi, che la dedicò all’Immacolata.

Nel 1527 i fedeli attribuirono all’intercessione della Madonna la liberazione dalla peste dei paesi circostanti. In memoria di questo evento la festa principale del santuario venne fissata al 21 luglio dal vescovo Mons. Carlo Pergamo. Lo stesso vescovo nel 1775 chiese al Capitolo Vaticano la solenne incoronazione della taumaturgica immagine che avvenne il 20 luglio del 1777.

Il santuario fu ampliato nel 1820 su progetto dell’ingegnere De Donatis, con nuovi ambienti destinati ad accogliere i pellegrini.

Il 10 febbraio 1849 vi giunse in pellegrinaggio il Beato Papa Pio IX, durante il suo esilio a Gaeta, insieme al re Ferdinando II di Borbone. In quegli anni il pontefice maturò l’ispirazione che lo avrebbe portato alla proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione.

Nel 1849, il 25 febbraio, 15 giorni dopo la visita del Papa fu inaugurata dal cardinale Gabriele Ferretti.

Il Beato Papa Pio IX, nel 1877, sottoscrisse il decreto per la seconda incoronazione. “Una grazia non giustificata abbastanza e non ordinaria”, fece presente il Pontefice a coloro che avevano presentato la supplica. Tuttavia, memore della visita che aveva fatto alla Civita, successivamente concesse l’incoronazione. Fu coniata, per l’occasione, una medaglia ricordo. Nel 1877 lo stesso Papa Beato Pio IX autorizzò una seconda incoronazione dell’immagine.

Il 25 giugno 1989 anche San Giovanni Paolo II, nella sua visita pastorale all’Arcidiocesi di Gaeta giunse come pellegrino al Santuario a venerare L’immacolata Madre di Dio e per incontrare e confortare con la sua benedizione i malati e i sofferenti.

La chiesa e le opere d’arte

La chiesa del santuario è composta da tre navate, di cui la centrale è la più ampia. Al centro si trova l’altare maggiore con il quadro della Madonna della Civita.

L’altare, realizzato con marmi e intarsi di scuola napoletana del Settecento, è opera del maestro Filippo Pecorella ed è circondato da una balaustra decorata.

Sulla volta sono raffigurati alcuni episodi della storia del santuario. Gli affreschi furono realizzati nel 1919 dal pittore napoletano Salvatore Cozzolino e successivamente ritoccati dal professor A. Rollo di Bari, autore anche della statua della Madonna posta sulla sommità della chiesa.

Nelle navate laterali si trovano due altari dedicati a San Gioacchino e Sant’Anna.

Sulla cantoria della controfacciata è collocato l’organo a canne costruito nel 1914 da Pacifico Inzoli, con dodici registri su unico manuale e pedale.

Alcuni elementi della chiesa, come le due colonne dell’altare e il lavabo della sagrestia, provengono dall’antico convento di San Francesco.

Il santuario custodisce inoltre numerose reliquie, paramenti sacri ed ex voto, segni della devozione dei pellegrini.

Tra le opere pittoriche si ricordano una Natività di scuola napoletana, una Madonna con San Francesco di Paola, un’Assunta e una copia della Madonna della Civita su tavola attribuita a Sebastiano Conca.